Storie di un (quasi) lockdown

Giochi a distanza e la voglia di andare sempre oltre

Tilli, il muro e i semi ribelli

Marzo ci ha sorpreso
con un lockdown inaspettato…
La scuola ha dovuto chiudere…Ma che peccato!

Pita e Vanda sole nel giardino ad attendere e sperare,
nel ritorno dei bambini rimasti a casa ad aspettare.

Ma questo è stato un lockdown meno silenzioso:
i parchi eran pieni vita e di un vocio chiassoso.

Pita comincia a ronzare veloce, come un vero portento
ed inciampa in mille parole portate in giro dal vento.

AMICI… SCUOLA… SOLITUDINE… HOPE… NOSTALGIA

Parole che fluttuano nell’aria
e s’impigliano in un albero, come per magia!

Ma… è l’albero della scuola
che vuol custodire ogni singola parola!
Per far tesoro di un momento di difficoltà
convinto che è dalla scuola che si ripartirà!

[tratto da Ape Pita E Vanda nell’Albero delle Parole]

Ebbene sì, marzo ci ha davvero sorpreso con questo (quasi) lockdown inaspettato, ma noi siamo partiti esattamente da dove ci eravamo lasciati: dalle parole!

E sono le parole che ci hanno tenuto legati ai nostri bambini attraverso l’organizzazione di appuntamenti quotidiani che abbiam voluto denominare GaD (Giochi a distanza) con l’obiettivo di mantenere un forte legame emotivo con le famiglie.


Questo lockdown ha avuto per tutti un sapore diverso: i video sulle attività laboratoriali, i messaggi quotidiani, le storie narrate e ricreate grazie alla collaborazione di tutto il team della Giocomotiva erano strumenti noti e già collaudati lo scorso anno che non potevano compensare pienamente la profonda necessità di relazione: il nido è l’istituzione educativa che per eccellenza si nutre della prossimità fisica ed emotiva.


Ciò che ci ha scaldato davvero il cuore sono state non a caso i live con le famiglie che ci hanno virtualmente aperto le porte delle loro case, e questo ha permesso non solo di accorciare le distanze, ma di sentirsi tutti meno soli, accomunati da un grande senso di appartenenza ad una situazione comune, dalla voglia di ricominciare partendo dalla consapevolezza dell’importanza della scuola e della socialità.

E come per magia…
La scuola ci ha restituito del tutto involontariamente una bellissima chiave di lettura di questo “ennesimo periodo sospeso”, legata ad un progetto educativo a noi molto caro, e bruscamente interrotto dalla prepotenza del lockdown.
Avevamo infatti lasciato le famiglie con delle magnifiche letture sulla parità di genere in occasione della festa della donna, ed una storia in particolare ci aveva lasciato una profonda traccia nel cuore: Tilli e il muro di Leo Lionni (1989).

È la storia di una topolina curiosa e resiliente che decide di capire cosa si cela dall’altra parte del muro in giardino. Coinvolge i topolini scettici della propria comunità fino a a che l’illuminazione arriva dall’osservazione di un un animale completamente diverso da sé: un piccolo lombrico.
Scopre così che andando in profondità e scavando nel terreno è possibile superare l’ostacolo del muro al di là del quale si nasconde un mondo di simpatici Topolini proprio come lei pronti a festeggiare insieme.

Con i bambini abbiamo deciso di fare come Tilli: di immergere le mani nella terra, di scavare di lasciare semi e traccia del nostro gioco.
Abbiamo creato casette trasparenti che abbiamo lasciato appese alle finestre delle nostre classi e seminato piccoli contenitori con la terra.

Il lockdown ci ha sorpreso come un vero tornado, e all’apparenza tutto si è fermato…

Ma non la natura , che con la sua caparbietà e con i suoi semi ribelli ha continuato a crescere cibandosi dei raggi di sole e di un po’ di condensa.
L’immagine di queste piantine cresciute nonostante le difficoltà è una bella metafora ed un buon modo per raccontare un periodo così particolare.

Perché ripartire dunque da una storia?

Perché crediamo nel potere della narrazione e delle storie nelle quali ci identifichiamo, ci raccontiamo e che tanto ci aiutano a superare limiti e paure.

Perché crediamo nella potenza delle parole che possono ferire o costruir ponti.
Perché crediamo nel potere del pensiero riflessivo che ci fa scegliere le migliori parole per raccontare anche momenti difficoltà.
Perché seminar piante, buone parole, valori è un gesto di speranza per l’intera umanità.

Perché, come scrive il writer Ivan, chi getta semi al vento farà fiorire il cielo!

di Barbara P.
coordinatrice ed educatrice del nido La Giocomotiva di Via Bonghi


domenica 11 Aprile 2021