Il coinvolgimento delle famiglie nel nostro modus operandi

Come costituire un dialogo educativo attivo ed efficace fra scuola e famiglia

La Giocomotiva e le Intelligenze Multiple

La sperimentazione dell’approccio TIM (Teoria delle Intelligenze Multiple) nelle sedi della Giocomotiva, partito nel 2001, si è modificato di anno in anno nel tentativo di modulare gli strumenti e le prassi educative derivanti, in misura sempre più aderente  alle esigenze ed alle istanze rilevate.

 

Le modalità di progettazione e verifica nei primi anni era come di seguito illustrata: nell’ultima settimana di agosto, prima dell’avvio dell’anno educativo, tutto il corpo docente dei Nidi e delle Scuole dell’infanzia della Giocomotiva si riunisce per 35 ore di confronto, aggiornamento formativo e progettazione dell’impianto didattico, nonché dello sfondo integratore che guiderà il canovaccio narrativo supportante l’azione educativa.

 

Ogni tre mesi (fine novembre, fine marzo e fine giugno) si dedica un sabato mattina per verificare gli andamenti in corso delle singole realtà, illustrare le proposte educative “notevoli” attuate nel precedente trimestre e per ritoccare gli obiettivi.

 

Nel mese di giugno viene somministrato un questionario ai genitori dove si chiede di valutare i punti di forza e quelli di criticità del servizio (nel suo complesso educativo e di gestione) erogato.

 

Nei primi anni il questionario aveva fatto emergere che, sebbene la qualità del servizio, nel suo complesso, fosse valutata come alta,  l’approccio TIM non era percepito con chiarezza. In altre parole l’enorme lavoro di osservazione sottostante l’azione educativa non era leggibile né come quantità né nella modalità del suo utilizzo.

 

Nella convinzione che una maggior comprensione potesse agevolare il tandem di lavoro scuola-famiglia, abbiamo voluto sviluppare una programmazione che, oltre a tenere in considerazione  le necessità dei bambini delle diverse fasce di età, avesse una ispirazione tematica trasversale che facilitasse la comunicazione facilitante la comprensione e la decifrabilità delle logiche e delle prassi educative orientate all’approccio TIM.

 

Con tale finalità abbiamo ipotizzato una impalcatura metodologica e di comunicazione  che supportasse al contempo:

    1. una facilitazione tematico progettuale delle singole equipe educative;
    2. una migliore possibilità di confronto, attraverso una convergenza tematica, tra le diverse applicazioni necessarie per le diverse fasce di età;
    3. una maggior possibilità di comprensione (e dunque di partecipazione propositiva) da parte delle famiglie, al contempo attrici e fruitrici della proposta educativa agita ed erogata.

 

Con tali finalità abbiamo costruito  un impianto didattico che mensilmente coinvolga i docenti e le famiglie proponendo:

UNA INTELLIGENZA – si è tentato di abbinare ai singoli mesi le intelligenze che per atmosfere, contingenze, avvenimenti e fasi dell’anno potessero essere quelle più stimolate dal singolo periodo (ad es. inizio anno/accoglienza/intelligenza intra e interpersonale; febbraio/Carnevale/ intelligenza corporeo cinestetica; marzo/primavera/intelligenza naturalistica). Questo criterio non è però determinante in quanto, è poi il resto dell’impianto didattico che contestualizza concretamente il rilievo dato alla singola intelligenza sulle altre in termini di proposta e di comunicazione.

 

UN VALORE – in quanto, se è vero che da subito un bambino, così come utilizza in ogni momento, contemporaneamente, un mix di tutte le intelligenze, allo stesso modo si inserisce nella comunità avendo bisogno di sperimentare e di agire tutti i valori necessari ad una sana e proficua convivenza, è vero d’altro canto che, come le emozioni, ha bisogno della presentazione e della sperimentazione di ciascun valore preso a sé per poterlo distinguere e comprendere al fine di riuscire ad indossarlo compiutamente nel proprio agire morale e sociale.

 

UN MATERIALE – quale primo luogo dove estrapolare le regole prime di relazione con il sé e con l’altro da sé e dove comprendere la “grammatica del fare” che ci conduce, ponendo solide basi, alla logica del pensare. Ciascun materiale infatti (ed in maniera prototipica quelli grezzi, non trattati dall’uomo) contiene in sé delle regole di relazione che ci avvicinano a dei valori universali quali il rispetto, l’ascolto, la pazienza, la reciprocità, ecc. Poter trasformare un materiale in una forma “voluta” implica una profonda conoscenza dello stesso ed una volontà di trasformazione che, a sua volta, è stata plasmata e trasformata dal materiale stesso tramite l’acquisita consapevolezza della sua consistenza, della sua plasticità, derivante dal rapporto instaurato con la materia stessa.

UN PERSONAGGIO – che, nello sfondo integratore supportante l’impianto didattico, aiuti il bambino a rendere emozionalmente più vicini i contenuti proposti. Per l’anno 2019-20 sarà un animale prototipico del buon rapporto con l’altro da sé (sia in termini di relazione con i propri simili, sia in termini di relazione con il resto del mondo): l’Ape Pita.

 

Tra i vantaggi riscontrati nell’attuale modello di lavoro è stata sottolineata una maggiore facilità di lettura delle attività svolte nella scuola da parte dei genitori, che hanno un quadro più chiaro relativamente all’applicazione della Teoria delle intelligenze multiple nel lavoro quotidiano svolto nella scuola. Questo aspetto avvalora l’ipotesi che, per costituire un dialogo educativo attivo ed efficace con le famiglie, occorre considerare come elemento fondante della programmazione didattica anche la comunicazione, la comprensibilità, la possibilità di partecipazione al percorso educativo proposto alle famiglie stesse.

 

In sintesi, la programmazione non dovrebbe essere centrata esclusivamente sul bambino, ma sulla famiglia, ponendo in essere strumenti di scambio, confronto, illustrazione del progetto educativo e la possibilità di partecipazione allo stesso che coinvolgano non solo il bambino ma, appunto, la famiglia tutta. In tal senso, la “impalcatura” che è stata verificata attraverso questo progetto si pone l’obiettivo di avere una doppia leggibilità: per il bambino tale struttura è pensata per poter supportare uno “sfondo integratore” di anno in anno mutevole, per l’adulto la struttura consente di leggere una “sequenzialità di moduli” illustranti la TIM e le modalità di inter-azione educativa che ne conseguono.

 

di Giuseppe Bilancioni
pedagogista e co-fondatore della Giocomotiva

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