Noi facciamo scuola con la natura!

Outdoor in cascina e negli orti didattici, laboratori naturalistici, escursioni naturalistiche urbane... alla Giocomotiva si gioca e si cresce a stretto contatto con il verde dentro e fuori la scuola

La Giocomotiva è agrischool

La Giocomotiva, nidi e scuole dell’infanzia a Milano, è l’unica realtà il cui modus operandi si inspira completamente alla Teoria delle Intelligenze Multiple, formulata negli anni Ottanta e arricchita nei decenni a seguire da Howard Gardner, psicologo e docente all’Università di Harward.

 

Fra le intelligenze ipotizzate da Gardner, quella naturalistica, secondo la quale occorre stimolare i bambini attraverso il contatto con la natura.

 

I laboratori naturalistici hanno sempre fatto parte della proposta formativa della Giocomotiva, ma dall’anno educativo 2017/2018 abbiamo deciso di dare ancora più spazio alle attività dedicate alla natura. Intese, in primis, come un’occasione di incontro con la realtà delle cose, soprattutto in una città come Milano.

 

Ed è così che siamo diventati agrischool. Portando la natura nelle scuole: prendendoci cura delle piante, colorando con frutta e verdura, travasando la terra… Ma soprattutto portando i bimbi fuori dalle scuole facendo loro conoscere lo stato primitivo/reale della vita: piantando un semino in un orto, accarezzando un asinello, correndo in un campo sterminato o scoprendo il piacere di giocare a “far finta di…” usando elementi genuini come una foglia, la corteccia di un albero, una bacca o il fango.

 

Perché portare i bambini in Cascina?

 

per due ragioni, una di carattere “salutistico” e l’altra di carattere socio-pedagogico.
Aspetto salutistico
-La nostra cultura e tradizione italiana non ci ha ancora fatto sviluppare una maturazione collettiva che lo stare in ambienti chiusi è dannosissimo per i ns bambni
Perché negli stati nordici sono più avanti al riguardo?
Perché nelle loro scuole i bambini e i ragazzi devono permanere per almeno due ore al giorno in esterno?
Perché storicamente, per un fattore  climatico dovuto alla latitudine, erano condannati a restare al chiuso per 11 mesi all’anno. Il riscaldamento asciuga l’aria ed i polmoni devono ipersecernere liquidi per mantenere irrorati i polmoni. Ciò significa un iperlavoro che porta ad un abbassamento delle difese immunitarie, e quindi ad una ricorrente cronicità di infezioni delle vie respiratorie e ad una maggior predisposizione alle allergie.
Ma in Italia non è così!!!!
Sbagliato!
Non era così!
Non era così quando le nostre case erano sbarrate solo nei mesi freddi.
Ora, dal 2003 (anno del gran caldo) con l’avvento del condizionamento, le nostre finestre sono sigillate anche di estate con macchine (i condizionatori) che deumidificano in misura ancora maggiore del riscaldamento.
I nostri bambini non godono in maniera sistematica degli spazi all’aria aperta ne quando fa troppo freddo, ne quando fa troppo caldo e, essendo estinte le mezze stagioni, ciò significa che ne godono troppo raramente ed in maniera episodica.
Aspetto socio-pedagogico
In Italia la coppia entra nella fase riproduttiva oltre i 30 e a Milano l’età media si aggira intorno ai 35.
Ciò significa dedicarsi al concepimento dopo lo studio, solitamente dopo aver trovato un lavoro e solitamente dopo aver sistemato “la” casa dove far crescere la famiglia.
Ciò significa che in questa collocazione cronologica il figlio diventa il coronamento della propria esistenza individuale e di coppia.
La sua centralità diventa dunque progettuale, fattuale, spaziale (la casa), relazionale (padre madre nonni e zii) e soprattutto  … assoluta!
Il bambino non ha una percezione distorta quando crede di essere il centro dell’universo e di essere onnipotente: all’interno delle mura domestiche si fa ogni cosa per proporgli e consolidargli questo paradigma interpretativo del suo stare al mondo e di esserne il baricentro.
Il problema comincia quando lui si incontra (o per meglio dire si scontra) con “altri centri del mondo” che mandano in frantumi il suo paradigma.
Poche le alternative possibili:
si possono ignorare: non esistono altri centri del mondo e dunque, negando l’evidenza, li evito, diventando il bambino che gioca da solo e che raramente entra in contatto ludico e relazionale con altri bambini.
si possono “sopprimere”: se io elimino l’altro centro del mondo il centro resto io e dunque divento il bambino “prepotente” che tenta (poveretto) di mantenere un sistema interpretativo della realtà che, da quando è nato a tutt’oggi continuano a proporgli come valido all’interno delle mura domestiche.
si può imparare a creare “costellazioni”, ovvero si può imparare (cosa difficilissima) a mettere in discussione l’assolutezza del paradigma natio per creare “orbite” comuni di convivenza e collaborazione.
Per perseguire l’ultima ipotesi quale obiettivo educativo occorre però molta pratica!!!
La Giocomotiva ha trovato, nella Cascina, un importante  e potente acceleratore nel rallentamento propositivo e nel maggior spazio temporale dedicato alla libera relazione ed attivazione del bambino.
Nella Cascina la miglior e più sistematica proposta agita dall’adulto è la non-proposta.
All’inizio il vuoto propositivo dell’adulto (che si sposta da un ruolo di protagonista della scena educativa ad un ruolo di sapiente regia) disorienta il bambino.
Egli è infatti ormai abituato ad avere un fare ed uno stare scandito dall’adulto,
In ogni momento della giornata il bambino dagli 0 ai “50” anni è sempre scadenzato da un adulto
Il genitore, la maestra, la baby sitter, i nonni, l’istruttore di nuoto, di musica, di scherma, ecc.
Un adulto sempre e comunque a tempo contingentato, che, per il poco tempo a disposizione, non può non essere in troppi momenti normativo.
Talmente normativo che, nei confronti dello stesso, non resta al bambino altro da fare se non agire una “sana opposizione” tramite la quale ricercare la sperimentazione dei limiti e della potenza della propria individualità.
E allora, dopo il disorientamento iniziale sopra descritto, il bambino non trovando più l’insegnante protagonista al centro della scena educativa, ha tempo e modo di scoprire che sotto i suoi piedi c’è la Terra.
Una Terra di una consistenza ben diversa dall’asfalto o dal pavimento, una Terra con la quale si può Stare; una Terra che si trasforma, si può scavare, può diventare fango, con la quale si possono impastare torte, costruire personaggi, tane, piste per far rotolarci dentro piccoli frutti acerbi.
E sopra la terra e sopra il prato si può correre e lasciarsi cadere senza sbucciarsi tutti.
Sulla terra ci si può abbandonare e sdraiandosi scoprire un’altra cosa eccezionale che a Milano si nota poco: il cielo
Per questo motivo è importante il progetto della Cascina: le tempistiche dilatate, l’assenza di giochi e di proposte pre-strutturate, il grande stimolo che il contesto naturale ci offre  consentono al bambino la libera scelta del cosa fare e del con chi stare nella necessità di trovare strategie relazionali con i compagni di avventure scelti e nella possibilità di sperimentare l’auto attivazione ludica e di scoperta come in pochi altri luoghi e momenti riesce a fare.
Giuseppe Bilancioni

Tutto questo grazie anche a preziose collaborazioni con:

    • La yurta nel bosco: associazione culturale fondata da Francesca Lanocita che promuove l’educazione ambientale e naturalistica. Nell’anno 2017/2018, l’Associazione ha messo a punto un ciclo di laboratori pensati per La Giocomotiva tutti a tema natura.

 

    • Cascina Guzzafame: azienda agricola situata nel Parco Agricolo Sud specializzata nell’allevamento di mucche da latte che ogni settimana, da settembre 2017 a maggio 2018 (mesi invernali inclusi), ospita i piccoli della scuola dell’infanzia di Via Bonghi. Scopo dell’attività: stimolare e osservare l’auto-attivazione di un gruppo di bambini dai 3 ai 6 anni che da soli hanno scoperto il piacere di antichi giochi come “un, due, tre, stella”, di correre senza limiti e di plasmare la terra, oltre al fascino della vita di campagna. La Cascina ci ha gentilmente concesso un fazzoletto di terra a nostro uso esclusivo come orto didattico.

 

    • Gli Orti di Via Siderno: orti didattici situati a Milano nord, dove, una volta a settimana e per tutto il giorno, i piccoli della scuola dell’infanzia di Via Zocchi svolgono attività all’aria aperta.

 

    • Cascina Gaggioli: frequentata in via sperimentale durante l’anno educativo 2016/2017, Cascina Gaggioli è un’azienda agricola che alleva mucche da macello sita a Milano sud. È qui che per la prima volta abbiamo portato i piccoli della scuola dell’infanzia di Via Bonghi, riscontrando sin dalla prima uscita il loro piacere a stare a contattato con la natura e gli animali.

 

    • I Ludosofici: associazione culturale volta a promuovere la filosofia, intesa come stimolo a fare e farsi domande, anche in tenera età. Insieme a Ilaria Rodella e Francesco Mapelli, fondatori dell’associazione, abbiamo svolto interessanti laboratori indoor e outdoor, fra cui una suggestiva visita all’Orto Botanico di Brera.

 

    • The Garden Project: progetto internazionale di educazione al rispetto della natura promosso da Hoopla Education. Attualmente sono coinvolte 15 nazioni in 4 continenti. Le attività di The Garden Project sono organizzate avendo come pensiero di riferimento la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner. In Giocomotiva abbiamo ospitato diversi loro laboratori, svolti tutti in lingua inglese e pensati per le famiglie.

 

e sottoscrivendo il Decalogo delle Scuole Fuori stilato dall’associazione culturale Bambini e Natura fondata da Monica Guerra ricercatrice e docente di didattica e pedagogia speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università di Milano-Bicocca.

 

Per maggiori informazioni sulle nostre attività come agrischool non esitate a contattarci chiamando il numero 02 89500893 oppure scrivendoci una mail a info@lagiocomotiva.it