Il raccordo nido-scuola dell’infanzia di Zona 5

Vi vogliamo raccontare la storia di una buona prassi che si svolge oramai da circa 10 anni in zona sud di Milano e alla quale La Giocomotiva aderisce da numerosi anni: il Raccordo di Zona 5.

Una storia fortemente voluta da Daniela Magretti (Comune di Milano) e altre responsabili e portata avanti con tenacia da un gruppo di circa 20 nidi sia pubblici sia privati e le scuole dell’infanzia afferenti.

Una storia di condivisione e di inclusione che ha come finalità l’agevolazione dei bambini nel passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia denominato appunto “raccordo”.

Il progetto si sviluppa attraverso svariati incontri tra scuole di diverso ordine e appartenenza: comunali, statali e private, tutte accomunate dalla voglia di favorire questa delicata fase di transizione tra ordini scolastici.

L’obiettivo è proprio quello di accompagnare i bambini dal nido alla scuola dell’infanzia creando non solo un senso di continuità didattica ed educativa tra i due ordini di scuola, ma anche un senso di familiarità , riconoscibilità e appartenenza del bambino rispetto ad un percorso educativo comune.

Nel corso degli anni il progetto ha subito modifiche ma il perno su cui ruota il raccordo è la narrazione e la scelta corale di una storia comune che possa ben rappresentare la crescita del bambino, e tutte le emozioni che vengono coinvolte nel processo evolutivo e di passaggio.

La scelta del libro è un momento cruciale dell’intero progetto al quale partecipano con grande fervore tutti i nidi che aderiscono al raccordo.

Ogni scuola porta una proposta letteraria che viene sottoposta, commentata dibattuta e poi votata dall’intero collegio di scuole.

È un momento sempre molto carico di partecipazione perché la narrazione da sempre ricopre un ruolo essenziale all’interno dei progetti educativi: partire da una buona storia all’interno della quale il bambino si possa identificare, proiettare le proprie paure ed imparare ad affrontarle è fondamentale per permettere ai bambini di vivere questa fase di passaggio con naturalezza e consapevolezza.

Una volta scelta la storia e l’oggetto o l’azione simbolica da fare collegata ad essa, ogni scuola sviluppa in autonomia il proprio progetto partendo dalla presentazione del raccordo alle famiglie unitamente alla spiegazione sulla scelta del libro, il cui acquisto è fortemente caldeggiato.

Negli ultimi anni il libro come strumento di collegamento viene suggerito anche ai bambini che arrivano alla scuola dell’Infanzia direttamente da casa e che non hanno frequentato il nido.

Quest’anno la modalità si è svolta on line e visto il periodo Covid, anziché scegliere un oggetto rappresentativo dalla storia da costruire ed eventualmente portare alla nuova scuola, si è scelto di far fare alle famiglie un ‘esperienza: ogni bambino ha infatti ricevuto un sacchettino contenente un filo rosso ed un gessetto, con il compito di contrassegnare non solo la scuola di destinazione, ma anche i luoghi cari al bambino e alla famiglia della zona di appartenenza.

Si è chiesto inoltre ai genitori di inviare delle foto per costruire una documentazione fotografica del progetto.

Gli scorsi anni il progetto poi si concludeva con l’attivazione di laboratori tematici legati al progetto narrativo a cui partecipavano bambini e famiglie e rappresentanti delle scuole dell’infanzia afferenti proprio per favorire la conoscenza reciproca.

Nonostante le restrizioni che di fatto hanno impedito l’accesso alle scuole di destinazione, dobbiamo dire che il senso del raccordo è stato ben compreso da tutte le famiglie proprio grazie alla forza narrativa della storia scelta Tilli e il muro di Leo Lionni che ha davvero favorito la curiosità dei bambini nei confronti dell’ignoto e della voglia di andare al di là delle paure e dei muri.

La storia scelta ruota attorno ad un personaggio femminile: Tilli, una topolina curiosa che non ha paura di andare al di là del muro, che si pone domande, cerca strategie, formula ipotesi e che cerca di coinvolgere la propria comunità a trovare soluzioni per andare al di là di un ostacolo fisico o psicologico quale appunto il muro.

L’aspetto interessante della storia è che la risposta e la soluzione arriveranno grazie all’osservazione di qualcuno che è davvero molto diverso da Tilli: il lombrico.

Grazie all’osservazione del lombrico, Tilli cerca di emularlo cominciando a scavare un tunnel che le permetterà di scoprire cosa si cela al di là del muro.

L’aspetto interessante della storia è che al di là del muro – e se vogliamo dell’ignoto – si cela un’altra comunità di topolini come lei, pronti a far festa e ad attraversare il tunnel per conoscere chi si nasconde dall’altra parte della barricata.

Tilli ci insegna l’importanza della curiosità, del porsi domande, del cambiamento come motore di crescita personale, della diversità: perché a volte anche il più piccolo della comunità ha tanto da insegnarci, basta solo mettersi in ascolto ed imparare ad osservare.

I bambini della Giocomotiva che passeranno alla nostra scuola dell’Infanzia hanno inoltre avuto il privilegio di attraversare un vero tunnel posto in giardino per avventurarsi in quello della scuola dei grandi che hanno conosciuto a distanza.

Molti sono stati gli incontri che si sono svolti nel corso di queste settimane e, seppure a distanza, speriamo davvero che il raccordo dia i suoi buoni frutti, ovvero, un inserimento sereno perché al di là del muro c’è una scuola dei grandi nella quale i bambini si riconoscono e che li riconosce.

Una scuola ricca di stimoli e di bambini pronti ad accogliere i nuovi arrivi con gioia, nella consapevolezza che un percorso condiviso è garanzia di un processo democratico di inclusione: “Dove troverò Tilli ed il muro, troverò una scuola che ha scelto di partecipare ad un progetto comune e di costruire una comunità educante estesa al territorio senza distinzioni perché facciamo parte tutti della stessa magnifica storia!”

Fare rete nel territorio significa creare legami e radici, significa trasformare il quartiere di una grande città in un piccolo paese, dove ci si conosce e ci si riconosce, dove tutti collaborano per la crescita dei bambini perché “per crescere un bambino…ci vuole villaggio” ed il progetto di Raccordo di Zona 5 ne è un significativo esempio che siamo certi il prossimo anno sarà ancora più esteso e partecipato.

Di Barbara P.

coordinatrice nido d’infanzia La Giocomotiva di Via Bonghi