Ora sono padre

Barbara Premoli, coordinatrice in Giocomotiva, racconta le emozioni emerse durante la serata dedicata alla figura del papà

Diario di bordo: Reportage dell’incontro “L’importanza di essere padri”

In una sera d’inverno
Un gruppo di papà in Giocomotiva

 

Tutti seduti in un cerchio protetto,
Tesi all’ascolto
In un silenzio perfetto.

 

“Ora son padre,
Ma ero un bambino,
E davanti a mio figlio mi sento piccino”

 

Il cerchio si stringe in un abbraccio corale,
L’emozione cresce
E la paura scompare.

 

Svanisce il giudizio,
Resta solo l’amore,
Di un gruppo di padri
Che in una sera d’inverno,
Si mette in gioco e mostra il proprio cuore.

 

Questa vuole esser una personale sintesi in rima di una serata genitori davvero speciale svoltasi in Giocomotiva lo scorso gennaio e dedicata alla figura paterna.

 

Poche parole per racchiudere il senso di un incontro caratterizzato da ascolto senza giudizio, partecipazione ed evocazione dei ricordi d’infanzia e dei rispettivi stili educativi.

 

Tante le tematiche emerse quali:

    • Il cambiamento del sistema famiglia
    • La centralità della figura materna nei primi anni di vita
    • La trasformazione della coppia
    • Autorità ed autorevolezza: due stili a confronto
    • Le regole: i no che aiutano a crescere
    • Il conflitto come opportunità di crescita
    • Il valore dell’autenticità

Durante la serata è stato dato ampio spazio allo scambio relazionale e alla valorizzazione dell’esperienza personale , accorciando ogni distanza tra i partecipanti che hanno condiviso in un cerchio le proprie esperienze di vita, consapevoli che la prima infanzia non riguarda solo i propri bambini, ma è anche la propria storia ad essere risvegliata, la storia della propria infanzia e del proprio essere stato bambino e figlio.

 

Lavoro in Giocomotiva da diverso tempo e nel corso degli anni ho maturato l’idea sempre più convinta che la fascia 0-3 anni rappresenti un osservatorio privilegiato sul mondo e sulla crescita umana.

 

Il rapporto che si instaura al nido tra genitore ed educatore è caratterizzato da una forte complicità di intenti educativi e da un grande senso di accoglienza e prossimità umana.

 

Il genitore si approccia al nido con una ricettività di ascolto unica, propria di chi affronta una nuova avventura con la curiosità, lo slancio, l’entusiasmo e la paura propria di chi, con consapevolezza sceglie di lasciarsi travolgere dalla grande e meravigliosa avventura di diventare genitore.

 

E la serata dedicata all’importanza della figura paterna ha proprio rispecchiato questo sentimento di vicinanza, mettendo in evidenza da una parte la fragilità delle ultime generazioni che passano da un modello educativo autoritario ad un modello caratterizzato dall’autorevolezza e al tempo stesso la grande umiltà del mettersi in gioco con tutte le proprie umane difficoltà.

 

Ne è emerso che non ci sono risposte o percorsi educativi preconfezionati e che esistono tante famiglie e tanti sistemi valoriali, che non si possono imitare modelli senza crederci, che la coerenza educativa e l’autenticità sono gli strumenti che dovremmo sempre portare con noi, perché “l’essere genitori è un’impresa creativa, un’arte più che una scienza” (Bettelheim).

 

Ben vengano dunque serate come questa. E il mio personale ringraziamento va a Patrizia Cascella e Giuseppe Bilancioni, fondatori della Giocomotiva, che credono nell’importanza del fare cultura sulla prima infanzia attraverso iniziative di scambio ed incontro.

 

Un particolare grazie va ai coraggiosi genitori che hanno affrontato i rigori dell’inverno motivati a conoscersi per imparare a conoscere se stessi e il proprio percorso familiare e a riconoscere nell’altro da sé una fonte inesauribile di
crescita.

 

di Barbara Premoli
Coordinatrice ed Educatrice Nido Boschetti