Il Ponte dei Talenti

Le buone parole che uniscono

Costruire il benessere: a scuola, a casa, a lavoro… ovunque

All’ingresso delle sedi della Giocomotiva, all’inizio di settembre, ed in alcune sedi, ancora oggi campeggia
un manifesto denominato “Il Ponte dei Talenti”. Doveroso raccontarne le origini.

 

Questo ponte viene da lontano, nasce diversi anni fa nell’entroterra marchigiano, nella piccola scuola
primaria di Carassai (AP) e fortemente voluto dalla Dottoressa Giuseppina Gentili e da me che all’epoca ero
una “non tanto giovane” laureanda, nonché appassionata al tema delle intelligenze multiple che sono poi
diventate parte integrante della mia professione.

 

L’idea nacque dall’esigenza di instaurare un clima autentico e positivo che predisponesse alle relazioni e all’apprendimento, all’interno della scuola, tra gli alunni di diverse classi che per questioni di esiguità numeriche sopraggiunte avrebbero dovuto lavorare in una situazione di pluriclassi.

 

I laboratori sviluppati furono molteplici, ma il cuore pulsante dell’intero progetto fu la costruzione di un muro dei talenti che diede anche il nome alla mia tesi di laurea denominata appunto “Oltre il muro”. Il muro era costituito da mattoncini rappresentativi di ciascuno studente. Ogni mattone conteneva la foto dello studente, le abilità e le qualità che lo studente si attribuiva, e le qualità ed abilità che i compagni gli attribuivano. Questo muro ha campeggiato all’ingresso della scuola per l’intero anno scolastico ed è sempre stato rispettato da tutti, segno che il progetto era stato compreso ed apprezzato per la sua valenza educativa ed emotiva.

 

Quando per la formazione augustina mi è stato chiesto di fare un laboratorio con tutto il personale educativo avente come tema la comunicazione, ho pensato subito al muro e alla necessità di cominciare il nuovo anno educativo partendo dai mattoncini e dalle buone parole che edificano e che creano ponte nelle relazioni.

 

L’idea del muro ha trovato la sua naturale evoluzione nel Ponte dei Talenti proprio come metafora del bridging che è uno degli obiettivi principali della Giocomotiva: partire dai punti di forza per raggiungere le aree meno emerse. Un ponte dunque che unisce e che qualunque forma abbia porta da una parte all’altra della relazione. E se questa relazione parte da una logica del “Mezzopieno” che ci spinge a riconoscere i tesori che abbiamo dentro di noi e a ricercarli nelle persone con le quali lavoriamo nella quotidianità, tutto l’ambiente lavorativo ed umano che ci circonda ne beneficerà.

Grande soddisfazione è stato poi vedere riproposto il Ponte dei talenti nella sezione degli Argonauti (sezione bimbi di 5 anni) nella sede Giocomotiva di via Zocchi, che ha trasformato il ponte in un bellissimo “Alveare dei Talenti”.

 

Interessanti sono le considerazioni dell’insegnante che lo ha proposto, Francesca Rivieri, che ha notato come sia stato più facile e spontaneo per i bambini riconoscersi abilità e riconoscerle negli altri rispetto all’esperienza vissuta ad agosto con gli adulti, segno che abbiamo sempre molto da imparare dai nostri bambini!

 

Altrettanto bello è stato vedere dei genitori interessati al ponte e desiderosi di lasciare il loro pensiero all’interno dei mattoncini di alcuni educatori.

 

Per concludere quindi, comunque lo so voglia chiamare: muro, ponte o alveare ciò che conta è il nostro
punto di partenza perché le relazioni partono dal tipo di ricerca che vogliamo fare.

 

Se cerchiamo ciò che non funziona in noi e negli altri lo troveremo, e in egual modo se cerchiamo un tesoro
in noi e negli altri lo troveremo!

 

Se decidiamo poi di metterli in condivisione, creeremo qualcosa di più grande che va oltre la somma dei
talenti. Quindi…

 

Se l’idea vi è piaciuta, proponetela anche nelle vostre piccole comunità nelle quali vivete, e partite dalle
buone parole che edificano. Il ponte potrebbe essere una buona prassi per costruire una buona comunità!

di Barbara Premoli
educatrice e coordinatrice nido Giocomotiva di Via Bonghi

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